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IN AMORE

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ facile sorseggiare
dalle tue labbra divine
il nettare della fusione
tra cielo e terra,
dove non si congiunge il Tutto…
… ma solo si gode
il senso dell’esistenza
nell’amarti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

trascorrono le sabbie
nelle trasparenze della nostra clessidra…

un ghiaccio di solitudine
nel lento gesto
sulla tua pelle
tracciando segni
dove occhi miei trovano strada
d’ancòra voluto
oltre il respiro passato

il tuo fiato di rigenerazione creata
sulle mie dita
che hanno ancora
il tuo tono d’appartenenza in me
m’inganna tra le righe
dell’esserti lontana,
a pochi passi, a poca distanza.

Ti penso adesso
a cavallo del vento sfidante
che scompiglia
i miei capelli
sotto il casco
ti penso adesso
tu, nel nostro letto
ancora velato di sesso

io invoco e prego il tempo
di trascinarmi in te
e tu in questo richiamo
sciogli il ghiaccio in vapore

il brivido prepotente
nelle lenzuola spoglie
del mio non esserci

e ora la crisalide
si butta in volo…
cuor battente
mentre io sentendoti
profumata nella brezza
di velocità temporale
ti possiedo ansimante
nel mio chiudere gli occhi…

SHOAH

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incancellabile

questa percezione

             del vissuto

ancora presente.

I fumi dei forni

           ancora scorrono

nei cerchi d’aria:

grida d’anime

nelle traettorie

dei binari

             ancora in bianco e nero.

 

Tatuaggio storico

indelebile.

Malattia d’uomo

               ancora avvelenata…

 

IN SENSUAL (2)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

immagine di MariaGrazia Galatà

 

l’intrigo naturale
-asfissiante-
del tuo mancarmi
è come
la dispersione
delle mani
che sento
-adesso-
tra i deliri
del mio averti.

 

 

Anime Morte

M’ascolto complice
di massacri
sulle onde erbose
di Storia.

C’era una volta
Il Sangue,
quello decoronato
dalla dignità
di scorrere
in libertà.

Sbatto sui colori
di partiti e chiese
assolti dalle colpe.

(Sul pulpito dell’umiltà
arieggia presente
il riscatto della giustizia
infamata dalla non espressione,

-voluta-

e debellata dall’In-Curia)

Tiresia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando i problemi
diventano buchi
di setaccio da percorrere
cospargendosi di vibrazioni
elettriche
staticamente ondulate

m’accetto in plagio silenzioso.

Capire solo
la fine d’una sicurezza
(da poco non è più mia)
altamente tentennante
qui
nella morte futura
|| apparente ||
d’essermi stata musa.

Cancello le ore finte
cospargendomi
di nuovo
di terremoto senza scossa.

Di mutismo senza rispetto.

 Non stropiccio articoli

di setosi petali

in risoluzioni d’inutili contatti

anche se alle loro basi 

lascio avvinghiato steli

d’insulse indicazioni

svenandomi contro un già stato

sepolto in luogo 

di utile gorgheggio

d’inchiostro veritiero

[ma]

arenato nella salvezza

della sua finzione.

LA LUCE NASCOSTA

A volte vorrei provare
a vedere il mondo
con gli occhi di un cieco,
immobile davanti all’oggetto
dove ne percepisce il senso.

Vorrei provare ad amare qualcuno
con il suo cuore,
riconosce il sapore
di un profumo intenso
sulla sua mano anche se
non tocca…
ne percepisce il senso.

Accetta le sfumature
delle più grandi sofferenze
al di là del tatto e delle parole.

[Non è mai tardi...]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si spinse, lui, a guardar la ricchezza
delle sue mani troppo abbandonate
ad un silenzio che non volle
partendo alla ricerca d’una manualità
s_t_r_a_n_i_e_r_a

insicuro sotto un tetto umido di cantina
lo accolse
f_a_m_i_l_i_a_r_e
la presenza d’ una foglia:
non avrebbe mai tremato al suo passaggio
né mai si sarebbe spenta di ossigeno
negli anni
(quei tanti)
che sarebbero arrivati anche in assenza
d’una lettera che mi dedicò
sotto lacrima ribelle quale sono stata
riverbero imperturbabile e vivace.

Oggi in terra straniera
cresce la sua estensione
che forse l’orgoglio ha saputo cancellare
in un assopito soprabito sgualcito ;
tuttavia il suo portamento
ancora si stira addosso al rovescio.
Esiste
ancora
una mano,
ancora
tende fulmineo
ad aggrapparsi a quel tempo
stropicciato di aspettative senza ristoro
ed è quell’oggi che senza vela
s’inarca ad un segreto amore
che sempre veglia.
sopra
dentro
visceralmente
in me.

[IN PENOMBRA]

Mi chiedo, a volte,

quante sono le volte

che volteggiamo intorno

a delle note che sanno imprimere

notevoli cambiamenti direzionali

… aprendo vita a mani, a verità

di cui solo ne scaviamo

arcobaleno d’esistenza nell’ascoltare

ciò che ci succede

DAVVERO

non solo dentro.

Nel profondo.

 

L’umiltà

non è un pregio che sanno

interpretare in molti.

 

Passano le ore

senza redenzione

verso noi stessi

cancellando impronte

di chi sa esistere in noi

senza che ce ne accorgiamo.

 

 

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