Feeds:
Articoli
Commenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

occhi, solo occhi
per svestire
forme in prossimità
della porta accanto.

occhi, solo occhi
per schiuderlo distrattamente:
un affascinante
sole eclissato
dal trambusto di una pausa
investendo
la vita altrui
di cuoio bollente
come una cintura
di afoso marchio proprio,
di moda irrilevante,
di notizia,
di boom saltato in aria.

occhi, solo occhi
nel guardare
la povertà altrui
e dir contenti:
^ non tocca a me! ^

marcisce l’Umano,
insieme all’Altruismo
in un ballo
d’ogni momento
sbirciato…
…. …. ….

intorno a noi.
con una mano
nel portafoglio
da tenere gelosamente
custodito
…. …. …. ….
e l’altra
nell’Indifferenza,
nel Far Finta del Non Vedere.

CAPELLI SCIOLTI

 

 

 

 

 

Il vento non agita solo foglie,
non agita solo cuori
in preda a pazzie,
non agita solo pensieri.
Agita una bellezza che non conosci
per colpa di occhi che non vedono.

[è solo fisionomia]

 

 

Volti: ne leggo i contenuti
tra gli arpeggi di chi ne ha da raccontare
in simbiosi con le paure
intrappolate nei dissensi.

E’ l’arpeggio della curiosità che mi muove in accordo
d’un tamburellare nei tasti mai stanchi
d’un produrre suoni sviolinati di conferme
solidali verso quella meta chiamata sogno,
luogo e riparo da cattive ed inopportune sentenze.

Leggo riparandomi dalle sofferenze
di anime sconfortate e inabissate nei luoghi comuni
mentre batterie insistenti musicano leggere
ritmi di tamburo personalizzati;
ma pur sempre restano
agonie preziose di un qualsiasi vivaio in pieno vuoto.

IN AMORE

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ facile sorseggiare
dalle tue labbra divine
il nettare della fusione
tra cielo e terra,
dove non si congiunge il Tutto…
… ma solo si gode
il senso dell’esistenza
nell’amarti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

trascorrono le sabbie
nelle trasparenze della nostra clessidra…

un ghiaccio di solitudine
nel lento gesto
sulla tua pelle
tracciando segni
dove occhi miei trovano strada
d’ancòra voluto
oltre il respiro passato

il tuo fiato di rigenerazione creata
sulle mie dita
che hanno ancora
il tuo tono d’appartenenza in me
m’inganna tra le righe
dell’esserti lontana,
a pochi passi, a poca distanza.

Ti penso adesso
a cavallo del vento sfidante
che scompiglia
i miei capelli
sotto il casco
ti penso adesso
tu, nel nostro letto
ancora velato di sesso

io invoco e prego il tempo
di trascinarmi in te
e tu in questo richiamo
sciogli il ghiaccio in vapore

il brivido prepotente
nelle lenzuola spoglie
del mio non esserci

e ora la crisalide
si butta in volo…
cuor battente
mentre io sentendoti
profumata nella brezza
di velocità temporale
ti possiedo ansimante
nel mio chiudere gli occhi…

SHOAH

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incancellabile

questa percezione

             del vissuto

ancora presente.

I fumi dei forni

           ancora scorrono

nei cerchi d’aria:

grida d’anime

nelle traettorie

dei binari

             ancora in bianco e nero.

 

Tatuaggio storico

indelebile.

Malattia d’uomo

               ancora avvelenata…

 

IN SENSUAL (2)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

immagine di MariaGrazia Galatà

 

l’intrigo naturale
-asfissiante-
del tuo mancarmi
è come
la dispersione
delle mani
che sento
-adesso-
tra i deliri
del mio averti.

 

 

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.